Le proprietà principali del cemento armato

Il cemento armato rappresenta un prodotto composto capace di combinare i vantaggi di entrambi i materiali. Il cemento dalla sua ha la capacità di esser un materiale che, per certi aspetti, può esser prodotto a costi bassi e che presenta la peculiarità di resistere alla pressione rimanendo invece vulnerabile alla trazione. L’acciaio, invece, ha la peculiarità di poter sopportare discretamente la trazione. Si crea quindi un materiale, unico, con caratteristiche di trazione e pressione e che, per tale motivo, si rivela particolarmente adatto ad esser impiegato per la costruzione delle strutture portanti degli edifici.
Nel composto, tuttavia, l’acciaio per rimanere efficiente deve esser ben “protetto” da uno strato di calcestruzzo per non esser soggetto all’ossidazione, ovvero alla formazione di ruggine che potrebbe indebolire il metallo, facendolo espandere e di conseguenza generando danni e fessurazioni che incidono sulla stessa tenuta complessiva della struttura di calcestruzzo.

Come si fa il cemento armato?

Concretamente il cemento armato viene realizzato annegando nel cemento delle barre di acciaio che vengono intrecciate tra di loro fino a formare un’armatura di acciaio, una vera e propria “gabbia” capace di rappresentare un concreto supporto alla struttura del calcestruzzo. Tra i due materiali si viene a creare un’aderenza che, al contempo, valorizza le capacità di entrambi i materiali di resistere alla trazione e alla compressione.

Come capire quanto può durare il cemento armato?

Vi è la convinzione che il cemento armato sia un materiale capace di assicurare una durata molto estesa capace di resistere nel tempo alle varie sollecitazioni. A ben guardare, come tutti i materiali, anche il cemento armato risulta, normalmente, vulnerabile. Diversi fattori, infatti, incidono sulla tenuta del cemento armato che, comunque, deve esser tenuto sotto controllo e manutenuto. Ad esempio il cemento armato risulta vulnerabile all’acqua di mare che aggredisce il calcestruzzo e, penetrando, l’acciaio creando ruggine. Oppure ancora particolari condizioni climatiche, come il gelo, possono aver effetti negativi sul cemento. E, ancora, la tenuta del materiale composito può anche dipendere dai materiali utilizzati per la realizzazione del cemento (sabbia e ghiaia in primis).
Per ovviare ad alcune problematiche e assicurare elevati livelli di resa delle costruzioni in cemento armato, infatti, viene utilizzato l’acciaio inossidabile, maggiormente costoso per i processi di lavorazione richiesti alla sua realizzazione. L’acciaio inossidabile risulta praticamente quasi invulnerabile alla ruggine, quindi particolarmente adatto per ponti, dighe e costruzioni in ambienti portuali, ma, al contempo, risulta in generale meno resistente e più fragile comportando un utilizzo maggiore rispetto all’acciaio tradizionale.

Pur considerando, quindi, alla luce di quanto detto la difficoltà di dire con certezza quanto il cemento armato può durare, possiamo dare una proiezione approssimativa: guardando alle prime costruzioni fatte con questo materiale composito, attorno agli anni ’20/’30, possiamo, in maniera molto molto generale, ipotizzare un periodo di vita utile di circa sessanta o, nei migliori casi, settanta anni. Si tratta di mere ipotesi, perché la durata del materiale, come detto, va valutata periodicamente in base alla sua effettiva resa e va incrementata attraverso specifici interventi manutentivi.

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